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11 gennaio 2012 3 11 /01 /gennaio /2012 08:35

Oramai dotarsi di pannelli solari è diventata una necessità, anche per fronteggiare il caro-energia. Un impianto solare termico è costituito da collettori che assorbono le radiazioni solari per trasformali in energia termica, sono utilizzati per riscaldare l’acqua e gli ambienti di casa e, chi li vuole installare,oltre a risparmiare sulla bolletta, potrà godere di una detrazione fiscale sui costi della loro installazione.
Vediamo di seguito che durata ha un impianto del genere, come funziona, quali sono le leggi e le norme che ne regolano l’installazione e i permessi che occorrono. 

L’impianto solare termico serve a trasformare l’energia dei raggi solari in energia termica, ossia in calore e viene utilizzato per riscaldare l’acqua e gli ambienti. Nonostante l’Italia offra condizioni meteorologiche molto buone per l’uso dell’energia solare, la superficie di collettori presenti sul territorio è piuttosto bassa rispetto a quella di molti altri Paesi europei.

Probabilmente pochi sanno che con questo tipo di impianti, soprattutto nei mesi estivi quando il sole picchia più forte, si riesce a coprire il fabbisogno di acqua calda.
Si è stimato infatti che i raggi solari durante un po’ tutto l’arco dell’anno sono in grado di fornire oltre il 60% dell’energia necessaria a scaldare l’acqua e sino al 40% di quella che invece occorre per rendere caldi gli ambienti di casa. Ciò comporta un notevole risparmio soprattutto se per fare lo stesso si utilizza il gasolio o il metano.
Paradossalmente inoltre è più frequente vedere impianti solari termici al Nord invece che al Sud, dove il sole splende più giorni l’anno. Quasi certamente ciò dipende anche dai costi ancora elevati che occorrono per la loro installazione e manutenzione. Anche se è bene sapere che si potrà usufruire di una detrazione fiscale pari al 55% sulle spese sostenute, ossia sul costo totale comprensivo di Iva nonché delle spese di installazione e di certificazione energetica, da distribuire in un arco di tempo compreso tra un minimo di 3 ed un massimo di 10 anni.

Ma come funziona un impianto di questo tipo?

Un impianto solare termico si compone di pannelli o collettori solari che si distinguono dai pannelli fotovoltaici poiché, mentre questi ultimi trasformano la radiazione solare in corrente elettrica, essi  la trasformano in calore. Nel collettore è presente un assorbitore, di solito realizzato in rame, che ha la funzione appunto di catturare la radiazione dei raggi solari e di trasformarla in calore. Sotto la superficie del collettore scorre infatti un fluido termovettore antigelo che convoglia l’energia termica accumulata in un boiler contenente l’acqua da riscaldare, alla quale cede la sua energia.

Essendo composti da diversi elementi, per poter capire quanto possa durare un impianto del genere bisognerà fare riferimento alla durata dei suoi componenti. Nell'insieme un impianto termico sottoposto a regolare manutenzione almeno una o due volte l’anno, può arrivare a durare sino a 20 anni. Tuttavia, come già detto, bisogna tenere conto anche delle garanzie dei vari componenti. Così, ad esempio, mentre i collettori solari hanno una vita superiore ai 20 anni e le loro prestazioni sono garantite per 5 anni, anche i boiler hanno una garanzia di 5 anni mentre invece i restanti componenti di soli 2 anni.

E’ bene sapere che la realizzazione di un impianto solare termico è regolata da leggi, decreti e norme, tra le quali la Legge 10/91 dal titolo “Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”, la cui attuazione è regolamentata dal DPR n 412/93; la Legge 46/90 sulla sicurezza degli impianti, sostituita ed abrogata nel 2008 dal Decreto Ministeriale n. 37 ossia dal “Regolamento per il riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”, ma anche dai vari regolamenti edilizi comunali e da tutte le normative in materia di vincoli storico-artistico e paesaggistico o ambientale che regolamentano il nostro territorio.

Non mi resta che ricordarvi che comunque per installare un impianto solare è necessario presentare al Comune di appartenenza una DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) e, nel caso in cui l’edificio in questione ricada in una zona sottoposta a vincolo storico o paesaggistico, bisognerà preoccuparsi di richiedere il Nulla Osta alla Soprintendenza dei Beni Culturali di competenza.


impianti_solare.jpg

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