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9 gennaio 2012 1 09 /01 /gennaio /2012 09:28

Con il D.Lgs n. 192 del 2005 recante titolo “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia” si è stabilito che a partire dal luglio 2009 per gli edifici in costruzione e per quelli da ristrutturare è divenuto obbligatorio dotarsi di attestato di certificazione energetica.
Tuttavia secondo le “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” adottate nel giugno 2009 vi sono anche edifici per i quali la certificazione non è necessaria. 

In un post precedente abbiamo visto come dal luglio del 2009 è divenuto obbligatorio dotare di attestato di certificazione energetica o di rendimento energetico un immobile per poter accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa sul risparmio energetico.

Lo stabilisce il D.Lgs n. 192 del 2005, con il quale appunto vengono stabiliti i “criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica...”.
L’attestato è dovuto in caso di edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione edilizia e per trasferimento a titolo oneroso di immobili.

Gli edifici in questo modo vengono classificati all'interno di classi energetiche, dalla classe A+ alla classe G. Quelli che rientrano nella prima classe si contraddistinguono per essere a bassissimo impatto ambientale, invece gli edifici facenti parte dell'ultima classe sono ad alto consumo energetico, come la maggior parte degli edifici presenti nel nostro Paese.

Tuttavia vi sono edifici per i quali non è necessaria la certificazione energetica.

Ad esempio essa non è obbligatoria nel caso di edifici inagibili, nonché in presenza di box, cantine, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi e temporanee (massimo 6 mesi), ossia di tutti quelli che per la loro particolare tipologia costruttiva e funzionale non comportano un consumo energetico.
A questi si aggiungono i cosiddetti edifici “isolati” con una superficie utile minore di 50 metri quadrati e quelli che sono totalmente privi di qualsiasi tipo di impianto, per cui risulta ineseguibile determinarne la prestazione energetica.

Restano altresì esclusi dall’obbligo di certificazione energetica i fabbricati industriali, destinati ad attività artigianali o agricole non di uso residenziale, nei quali per particolari esigenze produttive al loro interno siano mantenuti livelli di temperatura controllata o siano climatizzati, e quelli della stessa tipologia dove per ottenere ciò si  utilizzano i reflui energetici provenienti dai loro processi produttivi che però non possono essere utilizzati in diverso modo.

Queste di cui sopra sono le principali categorie di edifici che sono escluse dalla richiesta di ottenimento della certificazione energetica, che troverete nelle “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” adottate con il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2009.

Le linee guida sono in vigore su tutto il territorio nazionale, tuttavia vi sono alcune Regioni che hanno già legiferato in materia, come ad esempio la Liguria, il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Lombardia, solo per citarne alcune, dove invece si applicano le disposizioni regionali che vi invito a consultare.

 

 

 


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Published by lisanna - in Utility
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