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21 novembre 2011 1 21 /11 /novembre /2011 08:26

In questa breve guida vediamo come si procede per chiudere il proprio conto in banca, tenendo presente anche dell’art. 118 della L. 248 dell’agosto 2006, con il quale si è stabilito che si può recedere dal contratto stipulato con il proprio istituto di credito, senza dover far fronte a spese e penalità.
Al comma 2 dell’art. 10 della Legge del 4 agosto 2006, n. 248 (conversione del D.L. 223/2006) recante titolo “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale”, che sostituisce l’art. 118 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia del D.L. 385/1993, difatti così si legge: “In ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura”.
Questo significa che è possibile fare richiesta di chiusura di ogni tipo di contratto che si ha con la propria banca, e quindi oltre i tradizionali conti correnti si potranno chiudere i conti deposito e i conto titoli, e pure le carte di credito, bancomat ecc..

Lo stesso discorso vale anche per coloro che desiderano trasferire il proprio conto altrove e che quindi potranno fare semplice richiesta scritta all’istituto di credito di appartenenza che, per prima cosa, procederà a verificare se al conto in questione siano associate delle operazioni in sospeso. Mi riferisco alla presenza di accrediti di stipendi, pensioni e di tutti quei pagamenti che sono avvenuti ad esempio tramite le carte di credito e gli assegni. Ma non solo. Infatti la banca dovrà anche controllare che siano state regolate tutte le richieste di pagamento disposte sino a quella data.
Da parte sua, il correntista, dovrà tuttavia fare attenzione di versare la cifra per coprire lo scoperto, nel caso in cui il suo conto non sia a credito, di azzerare le carte di debito e di chiudere, nell’eventualità ne tenga una, anche la cassetta di sicurezza. Potrà così cominciare a trasferire sul nuovo conto le bollette e tutti gli altri RID (Rapporti interbancari diretti) in suo possesso. Passerà poi a pagare tutto quello che avrà maturato sino alla data di chiusura del conto e quindi a pagare le commissioni, gli interessi, l’imposta di bollo e le spese che si riferiscono all’invio dell’estratto conto finale.

Alla richiesta di chiusura presentata all'istituto di credito di appartenenza, si dovranno allegare i libretti d'assegni non ancora utilizzati, la carta di credito e la tessera del bancomat.
Per scegliere la nuova banca nella quale trasferire il nuovo conto occorre fare riferimento alla documentazione precontrattuale e al foglio informativo di cui questa dispone, per prendere visione dei servizi che offre e dei costi, fissi e variabili, che comportano. In questo caso converrà anche valutare con attenzione quali servizi del vecchio conto trasferirvi e quali invece sarebbe il caso di chiederne la revoca. E al momento della firma invece si dovrà scegliere attraverso quale canale di comunicazione - cartaceo o digitale - ricevere gli eventuali avvisi dalla banca.

La nuova banca, nel caso di trasferimento di un conto da un istituto di credito ad un altro, facenti però parte dello stesso Stato membro europeo, ha tuttavia il dovere di assistere il nuovo cliente, svolgendo le pratiche dell’intero processo di trasferimento senza il pagamento di oneri supplementari. Questo è almeno quanto hanno stabilito gli Stati dell’Unione Europea negli anni scorsi con l’adozione dei “Principi comuni in materia di trasferimento di conti bancari”, entrato in vigore dal 1 novembre del 2009. Il nuovo istituto bancario, quindi, dovrà fare da referente principale e dovrà trattare con la vecchia banca per fare in modo che il trasferimento avvenga in tempi brevi.

Per conoscere quali diritti avete in quanto correntisti, consultate il sito della Banca d’Italia e la guida dal titolo "Il Conto Corrente in parole semplici". 


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commenti

MEDIAvertigo 11/21/2011 14:03

pubblicizzo!

Laura 11/21/2011 11:04

Il mio problema non è chiuderlo, è aprirlo... senza una lira ;-)

Rosario 11/21/2011 08:45

Sti ladri....:P