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18 gennaio 2012 3 18 /01 /gennaio /2012 09:48

Il mondo della finanza è ricco di parole, termini e strumenti sconosciuti ai comuni cittadini.
Pochi ad esempio sanno cosa sia la cartolarizzazione, ovvero quell'operazione di finanziamento che comporta la conversione in titoli collocabili sul mercato finanziario di un certo numero di crediti, che altrimenti non possono essere venduti, come ad esempio i crediti al consumo, quelli connessi alle carte di credito, i mutui immobiliari oppure quelli di imprese verso altre imprese, i prestiti agli studenti universitari, il leasing auto etc.
Il tipico esempio di cartolarizzazione è quello del mutuo cartolarizzato, che si ha quando un mutuo viene convertito in un titolo negoziabile sul mercato. Il processo di conversione viene effettuato dalle banche, che devono sottoporlo ad un'operazione detta RMBS, ovvero Residential Mortgage Backed Securities.

Ma cosa significa “cartolizzare”?

Introdotta con la Legge n. 130/99 recante titolo “Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti", e successivamente modificata con la L. n.80/2005, con D.Lgs n 141 del 13 agosto 2010 e n. 218 del 14 dicembre 2010, la cartolizzazione è un’operazione che si verifica nel momento in cui i crediti vengono venduti da parte degli Istituti di credito, gruppi industriali, piccole imprese, enti pubblici ecc, ad una società che, per poterli pagare, è obbligata ad emettere sul mercato titoli obbligazionari. In questo modo i crediti vengono trasformati in “carta”. La legge inoltre prevede che le società che acquistano questo tipo di crediti si devono esclusivamente occupare delle operazioni connesse con la loro gestione, e non esercitare altre attività.

Le operazioni di cartolarizzazione riguardanti i mutui sono soprattutto diffuse nei mercati internazionali, ma vengono effettuate anche in Italia.
La cartolarizzazione non influisce sul contraente del mutuo, che non vedrà modificati i propri adempimenti e dovrà continuare a pagare le rate al proprio Istituto bancario secondo le scadenze prefissate. Sarà poi la banca a versarle al nuovo creditore giuridico.
Inoltre, colui che ha stipulato il mutuo può decidere di rinegoziarlo o di trasferirlo da una banca all'altra (surrogazione), nonostante questo sia stato cartolarizzato, spesso a sua insaputa.

L’ABI, ossia l’Associazione Bancaria Italiana, in una circolare del 2007 ha stabilito infatti che dovrà essere l’Istituto di credito che ha erogato il mutuo che dovrà occuparsi di sostenere le spese di amministrazione e di gestione nonché quelle del recupero del finanziamento.

Qual'è il vantaggio della “cartolarizzazione” per l’istituto bancario? Quello di ottenere immediatamente l'accredito del finanziamento e di riscuotere il corrispondente della compravendita attraverso i titoli obbligazionari, senza così dover aspettare il pagamento delle rate. Difatti una banca che possiede, ad esempio, un certo numero di prestiti immobiliari e sceglie di cartolarizzarli attraverso l'emissione di titoli che come garanzia abbiano proprio quei mutui, li potrà vendere ad un altro istituto (ossia cedere il credito del mutuo) per potersi riprendere i soldi che aveva dato in prestito ai mutuatari, ed investirli così in altre attività. Inoltre, essendo titoli emessi analoghi alle obbligazioni, hanno una data di scadenza ed un tasso di interesse. Il debito in questo caso tuttavia è legato ai rimborsi e ai pagamenti degli interessi da parte di coloro che hanno stipulato il mutuo.


mutuo

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