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27 maggio 2014 2 27 /05 /maggio /2014 07:42

Quante volte vi sarete chiesti che cosa si intende per delitto “non colposo”, visto che nel Codice Penale non viene riportata una definizione precisa di questa fattispecie di delitti, ma spesso li sentiamo nominare.

Di seguito vediamo in cosa consistono e come distinguerli da quelli colposi o preterintenzionali...

In realtà vi ho anticipato nella premessa che cosa si intende per delitti “non colposi” proprio perché non ho fatto alcun cenno a quelli commessi con dolo. Ed in effetti per delitto “non colposo” si intende proprio un delitto compiuto con dolo, ossia con la consapevolezza e la volontà di commettere un reato.
E a proposito di dolo, nel Codice Penale si fa riferimento ad esso nell’articolo 43 con le testuali parole “il delitto è doloso, o secondo l’intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione”, distinguendolo così dai delitti preterintenzionali o colposi.

E’ importante tenere in considerazione che comunque i tre tipi di delitti vengono delineati con riferimento all’elemento psicologico, poiché il dolo o l’intenzione, che è l’elemento essenziale utile per qualificare i vari tipi di reato, si connette ad uno stato psicologico, e pertanto è di tipo soggettivo. E ciò viene confermato nell’art. 42 del Codice Penale dove si legge che “nessuno può essere punito per un’azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l’ha commessa con coscienza e volontà”, anche se è ovvio che vi sono reati commessi in mancanza di dolo (delitti preterintenzionali) e quelli colposi, che sono entrambi previsti dalla legge.

Se pertanto volessimo fare una distinzione tra le diverse tipologie di delitto, dovremmo tenere nel debito conto che per delitto doloso (nel nostro caso “non colposo”) si intende quello compiuto “secondo l’intenzione”, il delitto preterintenzionale è quello che viene commesso “oltre l’intenzione”, mentre invece chi compie un delitto colposo lo fa “contro l’intenzione”.
Il dolo sussiste nel momento in cui il soggetto pone in essere la condotta con volontà ed è quindi consapevole dell’evento. Nel caso in cui invece, pur essendoci la volontà dell’atto, il soggetto non ha voluto che si verificasse un determinato evento, e questo si verifica a causa di imperizia, negligenza ecc., si parlerà di “colpa”.
Difatti l’art. 43 del Titolo III del Libro I del Codice Penale a proposito dei delitti preterintenzionali e colposi recita così: il delitto “è preterintenzionale, o oltre la intenzione, quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente” ed “è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline”.

A proposito di punibilità...
La punibilità dei suddetti reati è stabilita nell’art. 44 del Codice Penale e seguenti, dove viene specificato che “quando, per la punibilità del reato, la legge richiede il verificarsi di una condizione, il colpevole risponde del reato, anche se l'evento, da cui dipende il verificarsi della condizione, non è da lui voluto”. Al contrario, “non è punibile chi ha commesso il fatto per caso fortuito o per forza maggiore” (art. 45 – “Caso fortuito o forza maggiore”) come, allo stesso modo, “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato da altri costretto, mediante violenza fisica, alla quale non poteva resistere o comunque sottrarsi. In tal caso, del fatto commesso dalla persona costretta risponde l’autore della violenza” (art. 46 – “Costringimento fisico”).

 

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Published by lisanna - in Utility
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