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16 dicembre 2011 5 16 /12 /dicembre /2011 08:41

"E se non lo capite al tramonto, quando l'aria è ferma, né calda né fresca, e vi si drizzano i peli delle braccia, e sembrano crepitare, se non badate ai rumori che vi arrivano da più lontano, se non vi dice niente il colore viola delle montagne e l'oro che cola dalle pietre della Cattedrale, se ignorate le bordate rosso rubino che il sole vi spara da dietro le guglie di San Domenico, se proprio non lo capite che sta arrivando, allora vuol dire che siete forestieri. Non che sia grave. Voi non ne avete colpa. Ognuno vive dove può, per voi, sarà l'inferno, il rogo, l'apocalisse. Lo Scirocco d'Africa vi colpirà duro. Non vi darà respiro".
Il giallo “I delitti di via Medina-Sidonia” di Santo Piazzese si apre con la scoperta di un cadavere in una giornata di scirocco per concludersi con la confessione dell'omicida in una giornata di scirocco.

Santo Piazzese non fa lo scrittore per professione, è un "biologo prestato alla scrittura" come ama definirsi lui; infatti è ricercatore presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Palermo. E la storia di cui narra ha come protagonista proprio un biologo, Lorenzo La Marca, come lui ricercatore universitario del dipartimento di biologia dell'Università del capoluogo siciliano che, suo malgrado, si trova ad indagare sulla morte di un suo ex collega, Raffaele Montalbani, emigrato da tempo in America per lavoro ma ritornato in città, all'insaputa di tutti, per sposarsi.
E così, tra un'indagine e l'altra, Lorenzo farà amicizia con l'ex fidanzata americana della povera vittima, Darline Campbell, che rimarrà in città anche dopo la morte del suo fidanzato e sarà coinvolta nella ricerca dell'assassino e del movente. Infatti, è convinzione di tutti, che più che di un omicidio si tratti di un suicido.

Le indagini saranno condotte dalla polizia e dal commissario Vittorio Spotorno, amico di vecchia data di Lorenzo, con il quale non mancheranno gli screzi. Il commissario è coadiuvato dalla fascinosa Michelle Laurent, medico legale, di cui un tempo - trapela tra le righe - il ricercatore era innamorato. Avverrà un secondo delitto-suicido, quello di don Mimì, il giardiniere del Giardino botanico comunale, che spingerà Lorenzo sempre più a ricercare la verità nascosta anche in vecchi episodi del passato che dopo tanto tempo riaffiorano dall'oblio.

Si tratta di un vero e proprio giallo, ambientato nella Palermo benestante ed intellettuale, quella dei professori universitari. E nel mondo universitario, fatto di esami, lauree, dipartimenti e studenti gira un po' tutta la storia.
Il nostro pseudo detective si ritrova per caso ad indagare su quello che tutti credono un suicidio. In un primo momento lui nemmeno è riuscito a riconoscere in quell'uomo appeso col cappio al ficus del Giardino Botanico, il suo vecchio amico, che tra l'altro - apprenderà solo in seguito - era giunto in città per sposarsi, proponendo a lui stesso di fargli da testimone.
Ma chi era questo Raffaele che un bel giorno in cui imperversava lo scirocco Lorenzo vide appeso all'albero dalla finestra del suo dipartimento? Nei capitoli seguenti l'autore, nonché l'io narrante del romanzo, si premurerà di darci sue notizie e di narrarci dei tempi passati, quando erano soliti frequentarsi insieme ad altri colleghi.

Il ritmo della scrittura è lento, ma la storia pur avendo un intreccio semplice coinvolge sin dalle prime battute.
Lo stile però potrebbe a volte risultare noioso, soprattutto quando vengono fatti i riferimenti a film e brani musicali (ve ne sono davvero tanti e soprattutto degli anni '50 e '60), visto che a Lorenzo piace molto la musica e le colonne sonore di film più o meno celebri, e non manca mai di mettersi su un bel LP non appena arriva a casa per meditare.
Anche in questo romanzo, come in quelli di Camilleri che hanno come protagonista un noto commissario, viene spesso citata la cucina siciliana. Lorenzo e Darline si recano appena possono nei ristoranti locali, anche perché il nostro biologo non è che se la cavi così bene in cucina.

I sospetti di Lorenzo ricadono subito sui colleghi del dipartimento, anche se le indagini dureranno un bel po' di giorni.
Il finale delude un po’, ma il racconto è ben congeniato e strutturato e fa venire alla mente alcune delle storie di Carofiglio e del suo avvocato Guido Guerrieri.
Lo stile dello scrittore è a volte canzonatorio - non mancano le battute e gli intermezzi spiritosi, soprattutto nei battibecchi tra Lorenzo e Spotorno - grazie anche all'ironia e all'autoironia del protagonista. I personaggi della storia vengono tutti descritti sin nei minimi particolari, e il linguaggio utilizzato è alla portata di tutti.
E' un libro piacevole dove non si tratta di mafia e di intrecci politico-mafiosi, ma solo di invidia e competizione tra colleghi e professori universitari che per diventare Direttori di dipartimento son disposti a fare tutto, anche ad uccidere.

Edito dalla Sellerio, il libro consta di 334 pagine e lo si acquista in libreria al prezzo di 11 euro.

 

 delitti-via-medina.jpg


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Published by lisanna - in Libri
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commenti

Tiziana 12/18/2011 10:40

Già da queste frasi stupende s'intuisce uno stile narrativo coinvolgente.

Francesca 03/08/2015 18:41

È un libro orrendo. Mi tocca leggerlo per la scuola ed è una noia mortale. Non mi piace.