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29 ottobre 2011 6 29 /10 /ottobre /2011 07:41

Se volete donare un bene di un certo valore a figli, parenti o amici, dovete seguire alcune procedure stabilite dalla legge.
L'atto di donazione è regolato dal Codice Civile (Libro II delle Successioni) che nell'art. 769 ne da questa definizione: “è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l'altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.

A meno che non si tratti di beni immobili di modico valore (art. 783 c.c.), la legge italiana stabilisce che la donazione è un contratto consensuale ma deve essere redatto in presenza di due testimoni e con un atto pubblico (art. 782 c.c.) In caso contrario, chiunque ne abbia interesse può chiederne l’annullamento.

E’ ovvio che coloro che non hanno la piena capacità di disporre dei propri beni non potranno fare la donazione (art. 774 c.c.). La persona donante, inoltre, deve avere piena capacità naturale e di agire.
Dunque un atto di donazione firmato da una persona incapace di intendere o di volere o che non abbia ancora compiuti 18 anni può essere annullato da parte degli eredi o aventi causa (art. 775 c.c.).

Peraltro l’atto di donazione non è immediatamente efficace. E’ necessaria infatti l’accettazione  del donatario, ossia da parte di colui che riceve, che può essere resa sullo stesso atto di donazione o mediante altro atto pubblico notificato al donante.

Fino a che l’atto di donazione non viene perfezionato con l’accettazione, la donazione può essere revocata (art. 782 c.c.). L’unica eccezione a questa regola generale è la donazione obnuziale, ossia fatta in occasione delle nozze, per la quale non è necessaria l’accettazione da parte del donatario, anche se non produce effetto finché non viene celebrato il matrimonio (art. 785 c.c.).

L’atto di donazione può avere come destinatario anche “chi è stato soltanto concepito, ovvero a favore dei figli di una determinata persona vivente al tempo della donazione, benché non ancora concepiti” (art. 784 c.c.).

Attenzione però ai ripensamenti! Le donazioni non possono essere revocate, con l’eccezione del caso della revoca per ingratitudine o per sopravvivenza di figli (art. 800, 801 e 803 c.c.). La revoca della donazione però dovrà essere richiesta entro un anno dalla data in cui il donante è venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione.

Vi ricordo infine che il contratto di donazione dovrà essere registrato presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro 20 o 60 giorni dalla stipula, a seconda che sia stato siglato in Italia o all’Estero.

Per quanto riguarda i costi, le tasse sulla donazione e sulla successione previste in origine dal D.Lgs. 346/1990 ed abolite con la legge 383/2001, sono state reintrodotte dal D.Lgs. 262/2006 (imposta di registro) e dalla Legge 286/2006 che fa riferimento al precedente D.Lgs. 346/1990.

 

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Published by lisanna - in Utility
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commenti

rosario 10/29/2011 14:46


Ottime informazioni. :D


Laura 10/29/2011 13:51


Questa un pochino la conosco :-)


Stefania 10/29/2011 10:43


Interessanti info! :)