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5 dicembre 2011 1 05 /12 /dicembre /2011 15:30

"L’amico ritrovato" di Fred Uhlman è uno di quei libri che più di altri non dovrebbero mancare negli scaffali di casa, perché fornisce un ritratto imperdibile di come la civile Germania di Goethe cadde nel baratro del nazismo e del razzismo.
Nel romanzo viene raccontata la storia di Hans Schwartz, un ragazzo di origine ebrea - l'io narrante di tutto il racconto - che si basa sui ricordi dell'autore e della sua fanciullezza, dei tempi in cui frequentava il Karl Alexander Gymnasium ed ebbe modo di stringere una grande amicizia con un suo compagno di scuola.

Siamo a Stoccarda nel 1932, l’amico si chiama Konradin von Hohenfels ed è un ragazzo di nobile lignaggio, appartenente a una delle famiglie più importanti del Paese.
Hans Schwartz appare attratto dall'amicizia col nobile fanciullo sin da subito, ma essendo abbastanza timido - come del resto lo era Konradin - passeranno alcuni giorni prima che si decida di avvicinare il nuovo compagno e la scusa per farlo gli verrà offerta dalla sua collezione di monete antiche, che attira in breve la curiosità di Konradin. E così i due cominciano a frequentarsi fuori dalla scuola, Konradin si recherà spesso a casa di Hans e conoscerà i suoi genitori.
Il papà di Hans fa il medico, ha preso parte alla prima guerra mondiale combattendo per la Germania, ricevuto medaglie al valore, detesta i sionisti e ha "un aspetto così poco ebreo che un giorno un S.A., incontrandolo su un treno, lo invitò ad iscriversi al partito nazista".
La madre invece ha "troppo da fare per preoccuparsi dei nazisti, dei comunisti o di altra gente", si vedeva spesso con le amiche, una volta ogni quindici giorni si recava all'Opera, ed una volta al mese al teatro.

Anche Hans viene invitato da Konradin e farà visita alla sua grande villa diverse volte, e solo tempo dopo si accorgerà che l'invito gli viene rivolto soltanto quando i genitori di costui non si trovano in casa.
La conferma di questo strano comportamento dell'amico gli viene data una sera quando si incontrano al teatro e Konradin, che si trova in compagnia dei suoi genitori, si accorge che Hans finge di non riconoscerlo. E' a quel punto che Konradin sarà costretto a confessare ad Hans che sua madre odia gli ebrei, non accetterà mai l'idea di conoscerlo e il fatto che i due amici vengono visti insieme costituisce, secondo lei, "una macchia per il nome glorioso degli Hohenfels".

L'amicizia tra i due ragazzi da quel momento non sarà più la stessa e si incrinerà ancor di più quando la situazione politica peggiora e Hitler sale al potere. Hans viene mandato dai genitori a New York per terminare gli studi e Konradin nella lettera di commiato confesserà all'amico la sua simpatia verso Hitler, sentimento che del resto provava anche sua madre.
Passano gli anni ed Hans, che nel frattempo in America è divenuto un apprezzato avvocato, riceve dalla Germania una richiesta di finanziamento per la ricostruzione del liceo dove aveva studiato, nella quale trova allegata anche la lista di tutti i ragazzi morti o dispersi durante la guerra e tra di loro vi sono molti suoi compagni di scuola, tra i quali anche Konradin che è stato giustiziato in quanto implicato nel complotto per uccidere Hitler. Un gesto che lo riabilita agli occhi dell’amico, che appunto lo “ritrova”.

Il romanzo di Uhlman conquista, apre la mente e il cuore, aiutandoci a capire come la Germania (e la sua alleata Italia) persero il senno a cavallo delle due guerre mondiali e la realtà terribile della persecuzione degli ebrei, che fu prima di tutto sociale, ambientale, prima di diventare persecuzione delle vite.
La lettura di questo libro andrebbe consigliata a tutti. Per capire l'importanza dell'amicizia, il valore della solidarietà e il pericolo che corre ogni società di opprimere le minoranze.

Edito dalla Feltrinelli, il libro consta di 92 pagine e si acquista in libreria al prezzo di euro 6,0.

 

amico-ritrovato.jpg

 

 

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Published by lisanna - in Libri
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