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2 marzo 2013 6 02 /03 /marzo /2013 08:21

L’autocertificazione, che consente ai cittadini di redigere una dichiarazione in cui viene sottoscritto il proprio stato, ma anche fatti e qualità personali e di cui lo scrivente assume la responsabilità, ha l’obiettivo di snellire di molto i tempi biblici delle procedure burocratiche.
Allo stesso modo gli uffici ne traggono i loro benefici, riducendo notevolmente la loro mole di lavoro. Pertanto, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con tutti i gestori di Pubblico Servizio (Enel, Telecom, Aci, etc), il cittadino può far valere anche una dichiarazione sostitutiva di certificazione, ovvero una dichiarazione che sostituisce il certificato, sottoscritta da lui stesso e senza che dopo vi sia la necessità di presentare il certificato vero e proprio.
 La firma non necessita di essere autenticata né apposta in presenza di un funzionario addetto e, non essendo necessario includere nella dichiarazione la marca da bollo né pagare i diritti di segreteria, chiunque ne presenti una è dispensato da costi di questo tipo.

E’ possibile presentare l’autocertificazione anche agli istituti privati, come banche, assicurazioni e pure ai notai, ai datori di lavoro etc. Sarà però loro discrezione accettarla o meno, al contrario delle P.A. che hanno invece il dovere di accettarle ed eventualmente verificare a campione sulla veridicità del loro contenuto. In caso la dichiarazione sia falsa, la legge prevede la denuncia del cittadino all'autorità giudiziaria e la decadenza dagli eventuali benefici che avrebbe potuto ottenere. Le sanzioni a cui si va incontro sono “[...] punite ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia”, così come specificato nell’art. 76 del D.P.R. 445/2000. Una siffatta autocertificazione può essere presentata in sostituzione non solo delle normali certificazioni, ma anche degli atti notori.

I certificati tradizionali rimangono invece obbligatori per le pratiche necessarie per contrarre il matrimonio, per i rapporti con l’autorità giudiziaria nonché per gli atti da trasmettere all'estero, mentre invece le autocertificazioni non sono ammesse per i certificati medici e veterinari, per quelli di origine, di conformità CE e di marchi e brevetti.
In presenza di minori, potrà rendere la dichiarazione chi ne esercita la potestà oppure il tutore; regola che vale anche per chi è stato interdetto.

Possono presentare un'autocertificazione tutti i cittadini appartenenti all'Unione Europea nonché gli extracomunitari regolarmente soggiornanti nel nostro Paese, però solo con riferimento ai dati verificabili o certificabili in Italia dai soggetti pubblici.

 

 

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Published by lisanna - in Utility
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commenti

Laura 10/27/2011 10:11


Per fortuna esiste :-)


Rosario 10/27/2011 09:01


Gran bella invenzione. :D


Stefania 10/27/2011 08:56


Secondo me però è ancora poco sfruttata e molti, troppi uffici sono rimasti ancorati ai vecchi sistemi.