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11 novembre 2011 5 11 /11 /novembre /2011 07:34

Il vento ha un’ombra? Ovviamente no, non essendo un oggetto ma un fenomeno meteorologico, e come tale inanimato, ancorché rumoroso, vitale, potente, solo apparentemente immateriale, a volte piacevole, a volte fastidioso, altre volte pericoloso.

Già ci sono tante sfumature nel vento, cosi come sono tante le sfumature, le “ombre”, del magnifico libro,  L'ombra del vento dello spagnolo Carlos Ruiz Zafón.
Gli ingredienti della trama sono quelli di un giallo: un romanzo impolverato sottratto da un ragazzo all’oblio in uno scaffale del “cimitero dei libri dimenticati”; l’autore di questo romanzo, Julian Carax, scomparso nel nulla; un misterioso cattivo che si fa chiamare Laìn Coubert, assomiglia al diavolo e vuole dare alle fiamme tutte le copie dei romanzi di Carax ed è disposto ad uccidere per farlo.
Sullo sfondo di una Barcellona decadente, cupa, grigia, nello squallido clima della dittatura franchista, spesso descritta dall’autore sotto una pioggia battente e implacabile.

L’io narrante è il giovanissimo Daniel Sempere, orfano di madre (di cui con orrore scopre di non ricordare più il volto), ingenuo e sognatore, come può esserlo solo un ragazzo.
Un mattino d’estate del 1945, giorno del suo undicesimo compleanno, il padre, proprietario di un piccolo negozio di libri di antiquariato, lo accompagna nel “cimitero dei libri dimenticati”, una sorta di labirintica biblioteca di volumi spariti dalla circolazione. Qui lo invita, secondo la tradizione di famiglia, che si tramanda di padre in figlio, ad “adottare” uno dei mille e mille libri che si trovano negli scaffali, promettendo di averne cura per tutta la vita, con un discorso che vale la pena riprodurre, come atto d'amore verso il mondo dei libri:

Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l'abbia creato. Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell'oblio, noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. Adesso hanno soltanto noi, Daniel. Pensi di poter mantenere il segreto?”.

La scelta di Daniel (o a scegliere è il libro?) ricade su “L’ombra del vento” dello sconosciuto Julian Carax, un volume “maledetto” che lo folgora e che cambierà il corso della sua esistenza e che è il vero protagonista-ombra (ecco che ritorna il concetto del titolo) di tutto il romanzo.
Di Daniel seguiamo le vicende fino all'età adulta, dall’iniziazione nel luogo magico del Cimitero alla lettura appassionata, quasi febbrile, del romanzo di Carax, dall’inseguimento del mistero del suo autore (da tempo sepolto nella memoria di tante persone, eppure ancora vivo) al suo innamoramento prima dell'affascinante e cieca Clara Barcelò e poi della sorella del suo migliore amico, Beatriz Aguilar.
In queste traversie nei gironi “infernali” ma anche affascinanti della vita gli fa da guida, da “Virgilio”, un uomo incredibile, ironico, saggio, divertente e passionale: Fermín Romero de Torres, uno dei personaggi più riusciti del libro, che da mendicante di grande cultura viene salvato da Daniel, diventa assistente di suo padre nella libreria e poi suo intimo amico e confidente.
    
Un altro personaggio indovinato è quello di Francisco Javier Fumero, il poliziotto che perseguita Daniel e Fermin, che con i suoi modi violenti e la sua corruzione simboleggia il male del franchismo e della dittatura.
Questa ricerca della verità sul libro maledetto e sul suo autore accompagna la crescita di David, attraversando un decennio, e - piano piano, nelle 400 pagine del libro - fa affiorare e fa luce su un passato inquietante e conturbante. Una rivelazione che tuttavia non avviene in un solo  momento, ma a tratti, a flash. Un po’ come durante un temporale notturno, con lampi che ogni tanto illuminano il paesaggio di Daniel, riconducendolo - dopo aver squarciato il buio - di nuovo nell’ombra.
Quello che viene fuori è un passato inquietante e conturbante che riguarda l'autore del libro (Julian Carax) e la sua passione esplosiva per una donna di nome Penelope e che col passare del tempo "assomiglia" sempre di più al presente di Daniel, mettendone seriamente a rischio la vita e il futuro.
Un libro su...un libro, dunque, ma anche e molto di più. Mescolando vari generi - il giallo, il romanzo d’amore, la commedia e la tragedia, il romanzo storico -, con uno stile personalissimo, dalle atmosfere noir, e allo stesso tempo cristallino e classico, che rapisce e appassiona, Zafon crea un vero e proprio capolavoro che, senza campagne pubblicitarie, col semplice passaparola, ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.
Il magnetismo delle parole e delle storie. La potenza ineguagliabile dei temi classici della bella letteratura, come l'amore, la morte, il passaggio dall’adolescenza alla maturità.
Zafon, a un certo punto del libro, scrive che leggere è un’arte che sta scomparendo, in via d'estinzione e che la lettura è una delle poche attività umane capace di coinvolgere contemporaneamente mente e cuore, “due merci sempre più rare”.

Per me non è cosi, perché amo leggere e questa arte resterà sempre viva dentro di me, ma non c’è dubbio che per chi coltiva qualche dubbio sul leggere, per chi trova quest’attività faticosa, desueta, noiosa, un libro come questo aiuta a riconciliarsi con la lettura e a comprendere che - in fondo - non si può rinunciare alla magia delle parole, delle storie e della bella letteratura.


ombra del vento



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Published by lisanna - in Libri
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commenti

Tiziana 11/11/2011 17:46


Fantastico!!!


Stefania 11/11/2011 10:17


Letto! Semplicemente stupendo!


Rosario 11/11/2011 09:17


Il più bello in assoluto di Zafon, secondo me . :D


Laura 11/11/2011 07:59


Sai che ce l'ho anche io ma non l'ho mai letto? Oggi sono mattiniera, che miracolo... nevicherà ;-)