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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 10:44

Il romanzo di una misteriosa scrittrice marocchina che inneggia senza veli all’erotismo del corpo e dell’anima... un viaggio erotico-sentimental-politico di una donna araba, Badra, che si emancipa dalla chiusa società dov’è nata e conosce l’intensità dell’amore vero e il piacere del corpo.

Il romanzo “La mandorla”, scritto da Nedjma e pubblicato da Giulio Einaudi Editore nel 2006, assume le sembianze di una confessione letteraria veramente toccante e coinvolgente, tra l’altro congegnata con un andamento narrativo piacevole, dato dall'alternarsi di sequenze al presente e di flash-back, e rivela squarci veramente interessanti del misterioso mondo islamico.

Il libro non è firmato... difatti Nedjma è uno pseudonimo adottato dall’autrice per evitare di subire ritorsioni, un omaggio alla leggendaria protagonista dell’omonimo romanzo di Kateb Yacine. Dell’autrice, come si legge nella quarta di copertina, si sa solo che vive in un Paese del Mahgreb (probabilmente in Marocco) e che ha una quarantina d’anni.

E' la storia di Badra, una donna algerina, bella, giovane, prosperosa, con un neo sul volto che la rende ancora più fascinosa. Sa quale sarà il suo destino: essere chiesta in sposa da qualche vecchio benestante, sverginata e preparata a partorire figli.
 E infatti a diciassette anni va in sposa al notaio Hmed, uno degli uomini più importanti del suo villaggio, nel Marocco interno. Hmed ha quarant’anni e ha già ripudiato due donne che, secondo lui, non gli hanno saputo dare un figlio. Badra subisce ogni sorta di umiliazioni psicologiche e corporali, da lui e dalla suocera, compresa l’ispezione corporale prima del matrimonio, per verificare la sua verginità.
La gravidanza non arriva e la famiglia del marito si incattivisce ancora di più, finché lei decide una ribellione inaudita nel suo cerchio sociale: scappa di casa, rischiando a questo punto di essere uccisa anche dai propri famigliari (in particolare l’odioso fratello), che si sentono infangati nell'onore.
Si rifugia clandestinamente a Tangeri da una zia speciale, che ha avuto il coraggio di lasciare il marito perché andava a prostitute e che l’accoglie a braccia aperte. E a Tangeri scopre un mondo per lei inaspettato, fatto di gente più libera, più ricca, più colta. E scopre l'amore e che il proprio sesso (“la mandorla”) è uno strumento di potere nel rapporto con gli uomini, ma anche una forma di identità individuale e di elevazione spirituale.

A Tangeri inizia quindi la sua vera educazione sentimentale ed erotica. Conosce Driss, un medico che ha studiato a Parigi e che in breve diventa il suo maestro e amante. Per la prima volta si trova di fronte a un uomo che non la tratta come un animale. Driss è raffinato e passionale: nutre per Badra un amore incandescente, profondamente sensuale. Con lui Badra scopre il piacere che può dare e ricevere con il proprio corpo. Ma Driss è anche un uomo molto infedele, perverso nell'esasperare la gelosia di Badra, costringendola anche ad assistere ai suoi incontri con altre amanti.
 Badra si troverà a un nuovo bivio della vita. Ma questa volta ha con sé una convinzione acquisita nell'intimo: il sesso è un valore. Un valore che può riempire spiritualmente la vita. E di questa convinzione saprà trarne uso.

“La mandorla” è un libro originale: è infatti una delle prime volte che una donna islamica mette a nudo se stessa ed il suo mondo, rompendo il tabù culturale che vorrebbe segreto e riservatezza assoluta sulla vita matrimoniale e sessuale delle arabe. In un mondo dove spesso la repressione delle donne è un tratto prevalente, non si può che apprezzare e premiare l’audacia di una scrittrice che ha voluto descriverci, tramite le sue forti esperienze, una parte di ciò che avviene in una società di cui conosciamo ancora ben poco.

Ne esce fuori l’affresco di un mondo dove ciò che conta sono solo la verginità al momento del matrimonio e la capacità di procreare. Ma anche di una società che contiene dentro di sé la forza di cambiare. Badra è il simbolo del cambiamento, con la fuga dal matrimonio imposto, la capacità di prendere consapevolezza del suo corpo e di vivere una vita autonoma.
Pagina dopo pagina si soffre con lei, cresce un senso di ribellione nel leggere le angherie che le sono riservate, si scoprono scorci d'Algeria, arsi dal sole e dal finto pudore.

Come ha scritto la critica, “è un libro ricco di erotismo e fantasie, una denuncia politica, un susseguirsi di piaceri di ogni sorta”, perché, come dice l'autrice stessa “di fronte ai peccati di una donna, gli angeli sono uomini come gli altri".

Edito da Giulio Einaudi Editore, il libro consta di 180 pagine e lo si acquista in libreria al prezzo di 11,0 euro.


libro_la_mandorla.jpg

 

 

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Published by lisanna - in Libri
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commenti

Laura 10/26/2011 15:26


Questo mi piacerebbe leggerlo :-)


Stefania 10/26/2011 13:01


Deve essere un libro davvero interessante!


Rosario 10/26/2011 11:07


speriamo che fanno il film....:P


lisanna 10/26/2011 11:08



^____^