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23 febbraio 2013 6 23 /02 /febbraio /2013 11:28

Nel libro “Le inchieste del commissario Collura” sono raccolte le storie che lo scrittore siciliano Andrea Camilleri ha scritto per il giornale “La Stampa” nel 1998, che hanno come protagonista Vincenzo Collura, commissario a bordo di una nave da crociera. Il commissario Collura, che verremo a sapere essere grande amico del celebre Montalbano, si troverà di fronte dei piccoli e brevi gialli che, con sagacia e astuzia, riuscirà a risolvere in poco tempo. Una serie di racconti, tratteggiati con spirito e maestria, godibili e ricchi di humour e anche di mistero.

Non c’è dubbio che il genere letterario preferito di Andrea Camilleri sia il “giallo”.
Pochi sanno, però, che oltre al commissario Montalbano, lo scrittore siciliano ha dato vita con la sua straordinaria inventiva, anche ad un altro personaggio di investigatore della polizia, nel libro “Le inchieste del commissario Collura”, per i lettori - nonché amici - Cecè.

Il testo raccoglie diverse storie scritte da Andrea Camilleri e pubblicate settimanalmente sul giornale "La Stampa" nel 1998 che, a distanza di tempo, l'autore ha pensato bene di raccoglierle in un unico volume.
Vincenzo Collura era stato un commissario di polizia sino a quando non gli avevano sparato, così durante il suo periodo di congedo dalle forze dell'ordine un parente gli propone di fare il commissario a bordo di una nave da crociera.
Come dirà lo stesso protagonista, la nave da crociera è una sorta di piccolo paese "provvisorio e in movimento" dove, come sulla terraferma, non manca il verificarsi di stranezze e situazioni misteriose, di fronte alle quali l'"occhio da sbirro" del commissario Collura non potrà fare a meno di indagare, trovandosi di fronte dei piccoli e brevi gialli che, con sagacia e astuzia, con la collaborazione del suo vice il triestino Scipio Premuda, riuscirà a risolvere in poco tempo.

Ed ecco in breve le storie, tutte deliziose, tratteggiate con spirito e maestria, spesso con uno sfondo leggermente sensuale, prive di finale ovviamente, per non togliervi il piacere di scoprirlo con la lettura del libro.

Il mistero del finto cantante
Sulla nave da crociera tutte le sere si esibiva un cantante di nome Joe Bolton che, da come si tocca i baffi mentre è intento a suonare, il commissario intuisce che abbia qualcosa da nascondere. Il suo fiuto non fallisce.

Il fantasma nella cabina
Una notte la signora Candida Meneghetti schizza via dal letto e terrorizzata comincia ad urlare e a percorrere avanti e indietro il corridoio della nave, sostenendo di avere visto un fantasma. Al commissario non resta che indagare e venire a conoscenza di una storia bizzarra.

Trappola d'amore in prima classe
Questa volta protagonista di questa breve storia è proprio il vice di Collura, il triestino Scipio Premuda, un tipo proprio tagliato per il suo mestiere "riservato, gentile di parole che erano sempre quelle giuste" ma che ad un certo punto cambia umore ed atteggiamento, arrivando anche a rispondere malamente ai passeggeri. Il commissario dapprima pensa che il suo vice si comporti in questo modo solo perché stanco, solamente dopo verrà a capire che il suo strano comportamento è dovuto ad una storia d'amore con una passeggera della nave. Ma più che una storia si tratta di una trappola d'amore.

Bella, giovane, nuda, praticamente assassinata
Il commissario viene raggiunto nella sua cabina da un marinaio e da una signora anziana, che trema tutta e non riesce a parlare. Soccorsa e portata in infermeria, si verrà a sapere che la signora ha visto una morta assassinata, sdraiata sul letto all'interno di una cabina. Era lo scherzo di qualcuno o la signora vedeva cose che non c'erano? Il commissario inizierà ad indagare giungendo ad una triste verità.

Un mazzo di donne per il petroliere Bill
Il petroliere Bill e sua moglie Agata Masseroni si trovano in vacanza sulla nave e ogni sera dopo cena, alle nove in punto si alzano, salutano gli altri commensali per andare a riposare. Solo che all'insaputa della moglie, il petroliere texano, appena questa si addormenta, si reca in una cabina vicina. Son tre sere che si comporta così e la moglie disperata, credendo di essere tradita, chiede al commissario di indagare.

I gioielli in fondo al mare
Durante un'esercitazione di abbandono della nave, la "trentenne e splendida Irene Martino, moglie del Cavaliere del lavoro Martino Martini", perde in mare il borsone da viaggio all'interno del quale erano custoditi i gioielli che erano stati assicurati per due miliardi e mezzo. Ma perché se li era portati appresso sulla scialuppa anziché depositarli in una della cassette di sicurezza della nave? Non resterà che scoprirlo insieme al nostro commissario.

Che fine ha fatto la piccola Irene?
In questo racconto viene narrata la strana sparizione di una bambina di soli tre mesi dal letto della madre, la signora Spoto, la quale quella sera si era allontanata solo per mezz'ora per fare quattro passi sul ponte della nave, dopo essersi assicurata di avere chiuso a chiave la porta della cabina. Riuscirà il nostro commissario a trovare il bandolo della matassa?

La scomparsa della vedova inconsolabile
Una sera la signora Gemma Ardigò, moglie di un luminare della chirurgia, definita da molti "vedova inconsolabile" per il fatto che andava vestita solo di nero diffondendo intorno a sé una profonda mestizia, non risponde alle chiamate telefoniche del marito che insistentemente prova a chiamarla diverse volte in cabina. Si comincia a sospettare che la signora, convinta ad andare in crociera proprio dal marito, in quanto reduce da una crisi depressiva, possa averla fatta finita. Ma sarà davvero così?

Il libro si conclude con un'intervista ad Andrea Camilleri dove veniamo a conoscenza di come è nato il personaggio del commissario Vincenzo Collura che, nella storia dal titolo "Che fine ha fatto la piccola Irene?", apprendiamo essere un grande amico del celebre Montalbano, che faceva il suo stesso mestiere a Vigata. Anzi, a dire il vero Camilleri avrebbe voluto chiamare il commissario della serie televisiva Collura ma alla fine, per rendere omaggio allo spagnolo Manuel Vazquez Montalban, scrittore di romanzi gialli ed inventore del detective Pepe Carvalho, optò per Montalbano.

Come sempre capita con le storie narrate di Camilleri, anche qui ci troviamo davanti al suo stile ineguagliabile e inimitabile, nel quale lo scrittore fa uso di parole in dialetto siculo e sfoggia la sua ironia che non mancherà di rendere piacevoli tutte le storie, che si e no sono lunghe massimo cinque pagine ciascuna. Infatti, proprio perché scritte per un giornale, queste sono state delimitate entro un numero massimo di battute.

Insomma la lettura procede sciolta e in molte situazioni diverte. 

collura.jpg

 


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Published by lisanna - in Libri
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