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7 dicembre 2011 3 07 /12 /dicembre /2011 09:23

Sullo sfondo c'è l'Afghanistan dilaniato da trent'anni di guerra e di terrore, e la città di Kabul, di cui un poeta persiano nel '700 così scriveva: "non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri".
Da qui la scelta del titolo del romanzo da parte dell'autore Khaled Hosseini che, in questo suo ultimo libro, racconta la storia di due donne musulmane così diverse tra di loro, il cui destino finirà per incrociarsi....

Non batte più il sole per le donne a Kabul.
L'Afghanistan progressista, colto, aperto, libero, moderno, ha lasciato spazio ai musulmani integralisti, ai fondamentalisti, a coloro che considerano l'altra metà del mondo un possedimento esclusivo del maschio, del marito-padrone.

 In “Mille splendidi soli” Khaled Hosseini è straordinario nel descrivere il cambiamento, anzi la regressione sociale, che questo magnifico Paese ha avuto a seguito della conquista del potere politico e culturale da parte dei talebani e dei fondamentalisti. A narrare come l'Islam moderato sia stato oscurato, dimenticato, messo da parte.

La storia è ambientata ancora una volta nelle desolate terre tra Herat e Kabul. Ma in questo caso, a differenza de “Il cacciatore di aquiloni”, non si tratta di un racconto che ha per protagonisti dei bambini.
Le protagoniste principali sono due donne musulmane, Mariam e Laila. La prima è un harami, ovvero una bastarda nata fuori dal matrimonio di Jalil, un ricco possidente di Herat, che verrà additata come figlia del peccato, mentre la seconda è una ragazza, bella e colta, che da sempre ha vissuto a Kabul.
Entrambe, dopo varie vicissitudini, si ritroveranno sposate allo stesso uomo, il calzolaio Rashid, e a stringere una vera e profonda amicizia tra di loro.
Le due donne, pur provenendo da due mondi diversi e lontani tra loro, saranno unite da un destino comune.

Già la madre Nana, all'inizio del romanzo, aveva messo in guardia Mariam sul comportamento degli uomini: "come l'ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell'uomo trova sempre una donna cui dare la colpa. Sempre...".
La ragazza, rimasta orfana di madre appena quindicenne, verrà data in matrimonio a Rashid, un calzolaio di 50 anni residente a Kabul, che non saprà darle altro che botte ed umiliazioni, costringendola ad indossare anche il burqa, perché il volto della donna in quei luoghi "...è affare solo del marito".
Mariam si sottometterà del tutto a Rashid, cancellandosi e sopportando in silenzio tutto ciò che le cadrà addosso. E' un harami e dovrà imparare la sopportazione. Cercherà di dargli anche il figlio tanto desiderato, non riuscendoci.

Laila, invece, viene da una famiglia progressista di Kabul. Il padre vuole che lei vada a scuola perché ritiene che "...una società non può progredire se le sue donne sono ignoranti". Ha due fratelli che si arruoleranno nella jihad e che non faranno ritorno a casa. E' innamorata di Tariq, figlio dei vicini di casa che ha perso una gamba su una mina anti-uomo. Sono cresciuti insieme e lei lo considera come un fratello.
Alla morte dei suoi genitori Laila si vede costretta a sposare Rashid e a fare amicizia con Mariam, con la quale, oltre al marito, sarà obbligata a condividere le discriminazioni e le umiliazioni in un tragico destino.

Tra le due donne però scoppierà una grande amicizia che durerà per almeno dieci anni e oltre. Amicizia e complicità che sembrano essere per loro l'unica ancora di salvezza.

Sullo sfondo, c'è l'Afghanistan, dilaniato da 30 anni di guerra e terrore, e la città di Kabul, di cui così scriveva un poeta persiano del XVIII secolo: “Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri” che ha dato spunto all'autore nella scelta del titolo.
Con l'avvicendarsi dei regimi politici e la conquista del potere da parte dei talebani, la condizione della donna afghana è peggiorata.

E' un racconto che a tratti commuove e che spesso ci provoca rabbia per come vengono mortificate e sminuite le donne dell'Afghanistan (a cui ovviamente il libro è dedicato) ed impotenti non riusciamo a comprenderne le cause.
Le pagine del romanzo si leggono molto velocemente. Il linguaggio è semplice e scorrevole. La storia poi coinvolge all'inverosimile: è una narrazione forte ed intensa, che prende sin dalle prime pagine, e sino alla fine si rimane curiosi di come andrà a finire la storia.
Dopo tante disavventure non ci si poteva aspettare, almeno per una delle due protagoniste, che un lieto fine.

Edito da PIEMME, consta di 432 pagine e lo si trova in libreria a euro 19,55.


millesoli.jpg

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Published by lisanna - in Libri
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commenti

mietta 12/08/2011 10:13

L'ho letto tempo fa e mi ha molto emozionato

Monica C. 12/08/2011 00:38

L'autore è una garanzia....