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21 ottobre 2011 5 21 /10 /ottobre /2011 20:05

La linea d'ombra tra l'adolescenza e la maturità, quando intorno ai 16-18 anni si diventa "adulti", è così delicata, così carica di esplosività, di amore, di passione, di scoperte, di tensioni e di trasformazioni, che è stata esplorata a fondo dagli scrittori di tutto il mondo. Lo ha fatto anche Erri De Luca, che nel suo prezioso romanzo breve dal titolo "Tu, mio" colloca questa linea e questo passaggio di età in un'isola, la bella Ischia, e durante il periodo delle vacanze estive.

"Era l'estate dei miei sedici anni - scrive quasi all'inizio il narratore-autore -, stavo su un precipizio di sentimenti. In disparte dai coetanei non ero attento alle ragazze in età buona per me. Mi piacevano le più grandi, un desiderio impossibile. Però quell'estate riuscii, unico dei miei coetanei a frequentarle. Fu grazie a Daniele, figlio di zio, che era più grande di me di quattro anni. Quell'estate si accorse di me. Non so trovare una ragione per quell'attenzione, però ci fu. Forse mi vide più grande o capì che in quel suo cugino si stava accumulando una valanga".

È la valanga della maturità, che travolge ogni cosa. E che spinge ogni ragazzo a farsi domande esistenziali e a vivere con ardore i sentimenti. Magari cercando in un adulto un maestro. Come accade al nostro protagonista sedicenne, magro come un chiodo, sensibile, sentimentale, silenzioso.
Il maestro per lui è l'esperto pescatore ischitano Nicola, che quell'estate non insegna al ragazzo solo a calare le reti, a tirare su i pesci e a mettere gli ami, ma gli racconta anche ricordi di guerra e di vita vissuta. A leggere le pagine di "Tu, mio" sembra davvero di essere sull'isola, di respirare l'odore del mare, sentire sulla pelle il sole caldo e salato.
Un romanzo di formazione, ma anche un romanzo storico, che Erri De Luca dipana con un linguaggio piano, spesso lirico, poetico, fatto di frasi brevi ed incisive.
Siamo negli anni Cinquanta. Gli echi della guerra e dei suoi orrori non si sono ancora spenti, anche se la maggior parte degli italiani vuole dimenticare ciò che è accaduto e ricominciare daccapo. Il ragazzo di città, che nell'isola si trasforma in un pescatore, non è tra gli affossatori del passato. Anzi, è tra quelli che si pongono degli interrogativi.

"I miei non mi chiedevano più cosa leggevo per non doversi urtare con quella mia intenzione di sapere. Le domande erano cresciute e portavano l'insidia di chiedere conto. Avevano partecipato a una resistenza, avevano aiutato un perseguitato? Non l'avevano fatto. (...) Ero la sola persona cui interessavano quelle storie. Dopo la guerra i vivi avevano indurito il silenzio. Volevano abitare un mondo nuovo. Da noi non c'era più il re. I tedeschi erano solo quel popolo che veniva a passare le ferie sull'isola".

In questo turbinio di domande, di emozioni, di sensazioni che sconvolge il sedicenne protagonista del romanzo, interviene l'amore, che assume le spoglie di una ragazza più grande, Caia (il suo vero nome è Haiele), ebrea, che nasconde un terribile mistero di persecuzione, che ha perso il padre ucciso dai tedeschi.
Come per magia, il padre di tanto in tanto s'incarna nel ragazzo, si serve per lui per riannodare il dialogo con la figlia e anche per farle accettare in qualche modo la sua scomparsa. Caia è per il ragazzo un amore impossibile. Troppo grande per lui. E troppo coinvolta in quel gioco di fantasmi. Ma quell'estate indimenticabile cambierà tante cose...

Un libro dalle atmosfere suggestive, di grande intensità emotiva, che fa sognare, pensare, e ti lascia dentro la voglia di fare come lui, di compiere il suo gesto finale, di riscatto, di ribellione...

Edito da Feltrinelli, il libro consta di 116 pagine e lo si acquista in libreria al prezzo di euro 6,50.

 

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Published by lisanna - in Libri
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commenti

Laura 11/26/2011 20:48

Son tornata a leggere la recensione, mi piace troppo De Luca ;-)

Laura 10/22/2011 11:32


Io adoro Erri De Luca perciò dovrò leggerlo per forza ;-)


Stefania 10/22/2011 07:25


Ma che bello che deve essere! Grazie per averlo segnalato! :)


rosario 10/21/2011 21:19


Ma che bella recensione, mi piace. :D