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28 marzo 2014 5 28 /03 /marzo /2014 11:50

Nella pianura compresa tra i fiumi Ippari e Dirillo, nei pressi dei Monti Iblei sud-occidentali, sorge l’abitato di Vittoria.
Ci troviamo in provincia di Ragusa, in quello che un tempo era un territorio ricco di acqua, come testimoniano i numerosi mulini sparsi per il territorio, oramai in disuso.
Vittoria è un centro agricolo e commerciale di 60 mila abitanti, fondato poco più di 400 anni fa...

Un po’ di storia...

Era infatti il 1607 quando la contessa di Modica, Vittoria Colonna, figlia del viceré Marcantonio Colonna, ottenne la licentia populandi per la valorizzazione agricola di questo territorio e la bonifica delle terre vicine.
In breve la città, che assunse il nome della nobildonna, cominciò a prendere forma attorno il castello e la chiesa Madre, secondo un andamento regolare e con le strade ortogonali fra di loro. Negli anni crebbe e si sviluppò velocemente, attirando molti abitanti dei paesi vicini, e rimase sempre in possesso dei conti di Modica.
Nel 1693 il centro abitato fu distrutto da un terremoto e ricostruito, e si ampliò verso la pianura. E' in questa occasione che venne realizzata la Piazza Vescovo Ricca e riedificata la nuova chiesa Madre, dedicata a San Giovanni Battista, con gli interni adorni di marmi, dorature e decorazioni a stucco.
E così, già nell'800, l’estensione della città era più che raddoppiata, sostenuta anche dalla produzione e dal commercio del vino, attività oggi in parte sostituita dalla coltivazione delle primizie in serra.

La "Città del Liberty" fra chiese, palazzi e musei

Il centro storico si caratterizza per la presenza di chiese e palazzi in stile liberty. Il Comune di Vittoria infatti è stato definito "Città del Liberty" e fregi e architravi ornati con grappoli d’uva, disegni floreali e geometrici, caratterizzano un po’ tutti gli elementi decorativi dei suoi più bei palazzi, in maniera elegante e raffinata.
La piazza principale, punto di ritrovo di tutto il paese, è Piazza del Popolo, dove si affacciano i palazzi nobiliari del XIX secolo e il Teatro Comunale, intitolato a Vittoria Colonna, con il suo bel prospetto in stile neoclassico. L’edificio si trova addossato alla chiesa tardo barocca di Santa Maria delle Grazie, fondata nel 1612 e ricostruita dopo il terremoto.
Una visita merita anche l’oratorio del Santissimo Crocifisso, che si trova accanto alla Chiesa Madre, in Piazza Vescovo Ricca. Al suo interno vi sono infatti splendide decorazioni scultoree attribuite alla scuola di Giacomo Serpotta.
In via Garibaldi, infine, si potrà fare visita al Museo Italo-Ungherese, ospitato all'interno del capannone 16 dell’ex campo di concentramento dove, nel 1916, furono deportati i prigionieri dell’esercito austro-ungarico. L'ideale per conoscere la storia italiana e quella ungherese dall'epopea risorgimentale ai due conflitti mondiali.

 

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Basilica di San Giovanni Battista
(foto tratta dal sito ufficiale del Comune di Vittoria)

 

 

 

 


 
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23 novembre 2011 3 23 /11 /novembre /2011 07:34

Sant’Agata di Esaro è un piccolo borgo incastonato tra i monti dell’Appennino Calabrese, che offre ai suoi visitatori interessanti spunti per una gita alla scoperta di bellezze architettoniche e paesaggistiche. Pare che le sue origini risalgano agli ateniesi, ma c'è che sostiene che il paese fu fondato nel periodo delle incursioni saracene. Occasione per fare visita a Sant'Agata e ai suoi tanti monumenti è data dalla tradizionale sagra delle castagne che si tiene nel mese di novembre.

La Calabria, anzi le Calabrie, sono ricche di paesaggi, località e zone di grande suggestione e fascino, che spesso sono distanti dai soliti itinerari turistici ma che meritano una gita, magari in un week end, per le loro bellezze paesaggistiche e architettoniche. E’ il caso di Sant’Agata di Esaro, piccolo borgo incastonato tra i monti dell’Appennino Calabrese, a 461 metri sul livello del mare, circondato da colline e pianure, che prende il nome dalla Martire catanese e dal fiume che scorre in questo splendido territorio del Cosentino.

Pare che le origini di Sant’Agata risalgano addirittura agli ateniesi, che con ogni probabilità scelsero quel sito in virtù della sua posizione strategica e panoramica. Alcuni storici ritengono invece che fu fondato al tempo delle incursioni saracene, quando gli abitanti in fuga dalla costa trovarono rifugio in questo territorio arroccato.
Quel che è certo è che tracce di insediamenti preistorici sono state rinvenute nella cosiddetta Grotta della Monaca, che provano come già nell'antichità questo anfratto venisse utilizzato come miniera di minerali di ferro e rame e come sepolcro sotterraneo. Da questa terra passarono anche i Romani, che utilizzarono il caposaldo per controllare le vie di comunicazione vicine e per smistare i loro traffici commerciali, e resti di edifici risalenti a quest’epoca sono stati trovati nella parte alta dell’abitato.
Nei secoli successivi Sant’Agata di Esaro fu feudo dei De Guasto, dei Sangineto, della nobile famiglia Sanseverino e dei Firrao ai quali rimase sino alla fine del sistema feudale.

Chi giunge a Sant'Agata, non può perdersi la visita ai suoi numerosi edifici religiosi, come la splendida Chiesa Madre dedicata a Maria SS. Annunziata risalente al XVI secolo, con gli interni adorni di pitture murali e da uno splendido mosaico raffigurante l’Annunciazione. La chiesa un tempo era intitolata a Sant'Agata, patrona del paese.
Nella Chiesa di San Francesco di Paola, cui è annesso l’omonimo convento, si può ammirare un ciclo di affreschi con scene di vita del Santo, al quale la popolazione è molto devota. La seconda domenica di agosto a San Francesco di Paola sono dedicati solenni festeggiamenti che, oltre alla funzione religiosa, vedono numerosi fedeli prendere parte ad una suggestiva processione per le vie del paese.
Festeggiamenti analoghi vengono attribuiti alla Patrona il 5 febbraio di ogni anno e a  Santa Lucia - alla quale è dedicata una piccola chiesa - nella giornata del 12 dicembre.
Passeggiando tra le stradine e i vicoli del paese, si rimane affascinati dalle botteghe artigianali, di fabbri, maniscalchi e abili maestri del legno che realizzano mobili ed infissi in castagno. L’arte di lavorare il legno a Sant’Agata di Esaro ha origini antiche e gli artigiani santagatesi in passato erano famosi in tutta la Calabria. E alla castagna, che qui cresce in abbondanza, è dedicata nel mese di novembre una sagra, nella quale è possibile degustare i tanti prodotti tipici locali.

 

gallpaesaltobig.jpgIl borgo di Sant'Agata di Esaro


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5 novembre 2011 6 05 /11 /novembre /2011 08:02

Catania è la città siciliana che più di ogni altra ha uno stretto legame col vulcano più alto d'Europa ed è la più densamente popolata di tutta l'isola. Il suo territorio inoltre ha visto il passaggio di Romani, Arabi, Normanni, Svevi e Aragonesi, che vi hanno lasciato numerose tracce della loro presenza e che oggi arricchiscono il suo patrimonio artistico ed architettonico.
Vediamo cosa la città ha in serbo per i numerosi visitatori che in ogni periodo dell'anno decidono di farle visita.

Continua a leggere >> http://www.tuttoquellochevorrestisaperesu.com/2011/11/catania-cosa-vedere-in-citta.html

  5508592985_43eb608401.jpgLa fontana dell'Elefante in Piazza Duomo

 

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3 novembre 2011 4 03 /11 /novembre /2011 08:21

Una delle zone più suggestve della Puglia è la Valle d'Itria, che si trova nella parte meridionale dell'altopiano della Murgia, in un territorio compreso tra le province di Bari, Brindisi e Taranto.
Conosciuta anche con il nome di "Murgia dei trulli", si caratterizza per il suo splendido paesaggio dove spiccano trulli, masserie ed antichi borghi, che comprende diverse località, molte delle quali facenti parte del Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, ricche di storia, cultura e tradizioni.

Continua a leggere >> http://www.tuttoquellochevorrestisaperesu.com/2011/11/la-valle-ditria-la-murgia-dei-trulli.html


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1 novembre 2011 2 01 /11 /novembre /2011 10:11

L’Irpinia, come del resto ogni angolo del Belpaese, è disseminata di testimonianze storiche ed architettoniche di notevole importanza poiché ha visto il susseguirsi di diverse dominazioni. Sul suo territorio, che occupa buona parte della provincia di Avellino, sorgono una serie di borghi, alcuni dei quali si caratterizzano tuttora per il loro impianto tipicamente medievale. Sant’Andrea di Conza è uno di questi!

Il paese si trova in Irpinia, nella Valle dell’Ofanto, a 665 metri s.l.m, ai piedi del Monte Serro La Serpa e al confine con la Basilicata.
Il toponimo si riferisce all'antica colonia romana di Conza della Campania, che si trova nei suoi pressi, e all'Apostolo Andrea, patrono del paese, che qui viene festeggiato due volte all'anno: il 30 settembre e il 5 agosto.

Le prime notizie storiche relative a S. Andra di Conza ci riportano al 1661, anno in cui il conte di Conza e di Carinola, Gionata di Balvano, donò il casale di Sant’Andrea alla Chiesa.
Da quel momento in poi il borgo divenne un importante centro religioso, come ci testimonia la presenza di numerose chiese e del cosiddetto complesso architettonico dell’Episcopio. Realizzato nel XVI per dare ospitalità ai vescovi che giungevano in paese, oggi nel complesso ha sede il Municipio. Alle sue spalle si possono ancora ammirare i resti del convento di Santa Maria della Consolazione, che si trova annessa alla chiesa di San Michele, di gusto neoclassico, al cui interno sono custoditi un pregevole coro ligneo ed alcune tele attribuite al pittore tardo-barocco Andrea Miglionico.

Tra tutti gli edifici religiosi spicca la chiesa Madre, intitolata a San Domenico, che si può ammirare in tutto il suo splendore in una piccola piazza del centro storico. E’ attorno ad essa che nel periodo rinascimentale cominciò a svilupparsi il paese, con il sorgere di nuove abitazioni. Si accede alla chiesa attraverso un finissimo portale e al suo interno sono conservate numerose opere d’arte.
Il paese, oltre che di agricoltura, vive di artigianato soprattutto quello della lavorazione del ferro battuto, del legno e della pietra. In questo territorio si produce il formaggio “caciocavallo silano” prodotto con latte di vacca di diverse razze, che nel 1996 ha ricevuto la Denominazione d'Origine Protetta (DOP).

L’occasione per fare visita a Sant’Andrea di Conza è data dalle numerose feste e sagre che vi si svolgono in ogni periodo dell’anno, come ad esempio la Processione dei Misteri, che si tiene durante la Settimana Santa e vede le donne del paese vestite a lutto piangere la morte di Gesù.

Altrettanto suggestiva è anche la ricorrenza legata alla leggenda della Madonna della Gaggia.
E’ la cosiddetta festa delle Maggiaiole, alla quale si potrà assistere l’ultimo sabato del mese di Maggio e che vede le ragazze del paese fare un pellegrinaggio al Santuario mariano di Conza, recando in testa un fazzoletto bianco ed una corona di uva spina.
 La leggenda narra infatti che la Madonna trovò rifugio nella chiesa di Conza, dopo essere fuggita dal paese per ben due volte, rifiutandosi di farvi ritorno. La stessa stabilì che ogni anno le ragazze del posto avrebbero dovuto fare un pellegrinaggio per ricevere la grazia di trovare un buon compagno di vita.
E così le ragazze si recano al santuario per venerarla chiedendole di incontrare un marito. Finita la S. Messa, difatti le coroncine fatte cadere per terra, vengono raccolte dai ragazzi in segno di fidanzamento.

 


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L'Episcopio - sede del Comune
(Foto tratta da sito ufficiale del Comune di Sant'Andrea di Conza)

 

 


 
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18 ottobre 2011 2 18 /10 /ottobre /2011 09:11

Ah la magica Verona! La città di Romeo e Giulietta, meta imperdibile per gli amanti della cultura, dell’arte e della storia. 
Ecco di seguito per voi i principali siti internet dove trovare notizie utili per soggiornare, assaporare la squisita cucina locale, godersi l’intensa vita culturale della città simbolo degli innamorati nonché prendere visione delle mappe con i percorsi che vi porteranno in giro per i principali monumenti.

Per chi si sta accingendo a recarsi in visita di piacere a Verona ed è alla ricerca di informazioni turistiche, vi sono diversi portali sul web dedicati alla città simbolo degli innamorati, che offre molto anche dal punto di vista architettonico, artistico e culturale.
Interessante è la guida on line predisposta dal Consorzio di Promozione e Commercializzazione Turistica - del quale fanno parte anche il Comune, la CCIAA di Verona, la Confcommercio, le aziende alberghiere del territorio ecc. -  che va sotto il nome di Verona Tuttintorno.
Navigando tra le diverse sezioni del sito, all’indirizzo veronatuttintorno.it, si potranno trovare le informazioni turistiche che riguardano diversi temi, quali ad esempio l’arte e la cultura, lo sport e il tempo libero, l’enogastronomia e il turismo dedicato ai più piccoli.
Non dimentichiamoci poi che Verona è anche la città dell’Arena, dei concerti di musica classica e degli spettacoli teatrali e basterà quindi cliccare la sezione “eventi” per prendere visione delle tante manifestazioni che si tengono in città durante tutto l’anno. Se poi state cercando un posto dove dormire, sul sito vi viene data la possibilità di cercare l’albergo che più vi piace e di prenotarlo.

Anche la Pro Loco di Verona ha un proprio portale dedicato ai turisti, sul quale poter prendere visione di una sorta di guida della città, poiché vi troverete segnalati i percorsi che vi porteranno in giro per i più importanti monumenti, con le relative descrizioni di ciò che andrete a visitare. Potrete consultarvi l’elenco dei ristoranti e dei locali dove recarvi per gustare i piatti della cucina locale,  come i bigoli (pasta lunga simili agli spaghetti) con lo spezzatino di cavallo e gli ottimi formaggi - dal formaio embriago (ubriaco), al pecorino veneto e alla ricotta affumicata - mentre tra i dolci va provato il mitico Pandoro di Verona.
Vi sarà anche mostrato il calendario con gli appuntamenti principali che si tengono in città, nell’arena di Verona, nei teatri e nei musei, nei locali e nelle piazze, come ad esempio le sagre all’insegna della gastronomia, ed anche le varie manifestazioni che vengono organizzate alla fiera di Verona.Il sito da consultare lo trovate all’indirizzo verona.net.

Se invece preferite una guida turistica in carne ed ossa, non vi resta che dare un’occhiata al sito veronissima.com e prenotare il vostro appassionante tour in città e dintorni.

Verona in pillole...

Cap. Verona: 37100, 37121-37142
Prefisso tel.: 045
Santo Patrono: San Zeno (festeggiato 21 maggio); co-Patrono San Pietro Martire (festeggiato il 29 aprile).
Sito istituzionale: portale.comune.verona.it

 

 

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3 agosto 2011 3 03 /08 /agosto /2011 09:29

Lampedusa, la più grande isola delle Pelagie più vicina all’Africa che all’Italia, sfoggia un mare spettacolare, dalle sfumature che vanno dal trasparente al verde, dal turchese al blu, e spiagge che regalano scorci tropicali.
Una di queste è la cosiddetta "isola dei conigli", considerata una delle dieci spiagge più belle del mondo, che fa parte della Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa.

L'isola delle tartarughe e il santuario della Madonna di Porto Salvo

 Lampedusa è conosciuta per essere l’isola delle tartarughe marine, che in estate giungono nelle sue spiagge a deporre le uova. L’isola è stata abitata fin da epoca remota, come dimostrano le tracce di insediamenti greci, romani e saraceni che sono state rinvenute sul territorio.
La prima colonizzazione vera e propria tuttavia si deve a Ferdinando II di Borbone che nel 1843 inviò sull'isola il governatore Bernardo Maria Sanvisente ed un presidio di militari e di gente comune, che in breve fondarono la colonia dalla quale ebbe origine il centro abitato di oggi.
Da visitare a Lampedusa è di certo il Santuario della Madonna di Porto Salvo, patrona dell’isola, intorno al quale aleggiano secolari leggende. In una di queste si narra di uno schiavo che trovò rifugio nel santuario e che per fuggire dall’isola costruì una zattera issandovi come vela la tela con l’immagine della Madonna. Fu così che poté fare ritorno al suo paese natio, Castellaro Ligure in provincia di Imperia, dove fece voto di erigere un santuario per ringraziare la Madonna, e dove ancora oggi è conservata la tela miracolosa.
Dalla leggenda alla realtà: il santuario della Madonna di Porto Salvo in origine era diviso in due parti, una per i cristiani e una per i maomettani, e custodiva una statua della Vergine.
Fu lo stesso governatore a fare restaurare la piccola chiesa e la statua disponendo che “ogni 22 Settembre, dal 1843, si cantasse una messa, onde solennizzare il giorno del restauro e del possesso dell’isola”.

Hotel, residence e case vacanze

L'isola di Lampedusa è l'ideale per trascorrervi le vacanze soprattutto in estate, soggiornando in una delle tante case al mare oppure in uno dei suoi hotel.
L’hotel Cupola Bianca di Contrada Madonna è un 3 stelle superior distante dal mare 500 metri, completo di piscina con la zona idromassaggio e music-bar con gazebo e lettini in tek dove sdraiarsi in totale relax. Potrete soggiornare in camere, suites e damnusi con verande indipendenti, dotati di servizi e comfort.
A chi preferisce soggiornare in un residence, consiglio Villa delle Rose di Cala Pisana che dispone di appartamenti anche a Cala Salina, nel centro abitato.
Se invece siete alla ricerca di case vacanze consultate il sito isoladilampedusa.com dove troverete villette con giardino ed appartamenti per le vostre vacanze sul mare. 

 

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Lampedusa: Isola dei conigli

 

 

 

 

 

 

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5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 16:50

Il mercato di San Lorenzo, che sorge nel centro storico di Firenze nei pressi delle Cappelle Medicee, è considerato dai fiorentini il più importante della città.  Venne realizzato in seguito ai lavori di restyling ai quali si dovette sottoporre la città nel XIX secolo per il trasferimento della Capitale del Regno d'Italia da Torino a Firenze e il progetto del capannone che avrebbe dovuto ospitare il mercato fu affidato all'architetto Giuseppe Mengoni.

Se vi trovate in vacanza in quel di Firenze, non dovete mancare di fare un giro per i suoi mercati cittadini, per immergervi nell’autentica atmosfera di una giornata tipica fiorentina. Conoscerete così la città sotto un altro aspetto, più autentico e avrete modo di passeggiare tra un tripudio di odori, sapori e colori. Occasione anche per acquistare un oggetto di artigianato o un prodotto tipico locale da portare a casa in ricordo del vostro soggiorno in questa splendida città.

Il mercato di San Lorenzo si trova nel centro storico di Firenze, all'ombra delle Cappelle Medicee, e si snoda tra la piazza anonima e la via Ariento, tutt'attorno la Basilica di San Lorenzo.
E' considerato dai fiorentini il più importante mercato della città e tra le sue bancarelle si aggirano perfino numerosi turisti in cerca di abiti, portafogli, cinture, borse e giacche in pelle a prezzi convenienti, ma anche di souvenir e di oggettistica da acquistare e portare a casa come ricordo della loro visita in città.
Il mercato si tiene tutti i giorni tranne nelle giornate di domenica e lunedì e, a fare da sfondo scenografico alle bancarelle vi sono altri monumenti importanti. A breve distanza da qui, ad esempio, si erge il Duomo di Firenze con la sua bella cupola, capolavoro del Brunelleschi.
Sempre nel quartiere di San Lorenzo, tra la via Ariento, la via Sant’Antonino, la via Panicale e la piazza del mercato centrale, si trova l’omonimo mercato coperto, dove invece è possibile acquistare generi alimentari, quali frutta, carne, formaggi e tanti altri prodotti.
Nelle strade attorno il mercato è facile imbattersi in negozi e bancarelle, nei caratteristici carretti dei “trippai”, nelle botteghe dei vinai e nelle osterie, dove invece è possibile gustare piatti tipici fiorentini a prezzi modici.

Un po' di storia...

 

Il mercato di San Lorenzo sorse in seguito ai lavori di restyling ai quali si dovette sottoporre il capoluogo toscano quando si decise il trasferimento della capitale del Regno d’Italia da Torino a Firenze.
In quell’occasione si approfittò pure per risanare i cosiddetti Camaldoli, vecchi quartieri presenti in città, e per trovare una nuova collocazione al mercato cittadino. Si pensò così di realizzarne uno nuovo nel quartiere di San Lorenzo, e furono demoliti i Camaldoli di San Lorenzo, per fare posto ad una grande piazza.
ll progetto del capannone che avrebbe dovuto ospitare il mercato venne affidato a Giuseppe Mengoni, lo stesso architetto che aveva progettato la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
I lavori presero avvio nel 1870 e si conclusero nel 1874, anno in cui, in questo grande capannone in ghisa, ferro e vetro, fu ospitata l'Esposizione Internazionale d'Orticoltura.

 

 

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Il mercato di San Lorenzo

 

 

 

 


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4 giugno 2011 6 04 /06 /giugno /2011 10:37
Tra le città di Firenze e Siena si estende il territorio del Chianti, nel quale - tra colline rigogliose di uve, valli di olivi secolari e boschi verdeggianti - sorgono molti borghi medievali, uno più caratteristico dell’altro. Uno di questi è Mercatale in Val di Pesa, la frazione più importante del Comune di San Casciano che si trova sul crinale tra le valli di Greve e Val di Pesa.
In questo territorio sono presenti numerose strutture ricettive che vi consentiranno di  trascorrere le vacanze in assoluto relax. Vediamone alcune....

Mercatale in Val di Pesa è la frazione più importante del Comune di San Casciano. Questo piccolo borgo di origine medievale sorge nello splendido territorio del Chianti, tra le città di Firenze e Siena, e la sua fondazione si deve al podestà del vicino castello di Montecampolese che in questa località, denominata un tempo “il beccamorto”, decise di realizzare una piazza da adibire a mercato per le popolazioni rurali vicine. 

E così, in poco tempo, questa piazza divenne il luogo principale attorno il quale prese forma tutto il borgo. Su di essa si affaccia la Chiesa Madre Santa Maria, dove si possono ammirare sinopie di affreschi d'epoca e la Villa Nunzi, con due belle torrette simmetriche. L’edificio è stato realizzato sul finire del ‘400 da una delle famiglie più antiche ed importanti di Firenze. Infatti, nel Rinascimento, molti nobili del capoluogo toscano scelsero di costruire qui, in questo territorio di notevole bellezza paesaggistica, ville e palazzi gentilizi per risiedervi.

Informazioni turistiche

 La zona del Chianti è un territorio ricco di fascino dove la natura, la storia, il paesaggio e la tradizione all'ospitalità ed all'eno-gastronomia accolgono i numerosi visitatori, per fargli trascorrere una vacanza da sogno.
Se siete alla ricerca di una villa, di un agriturismo, di un hotel a Casciano Val di Pesa o di un b&b a Mercatale, scegliete di soggiornare in una delle tante strutture ricettive disseminate in tutta la zona, che vi offrono numerose soluzioni di accommodation, offerte speciali e last minute, per vacanze in pieno relax.
Potrete ad esempio soggiornare all'interno di un antico castello, nel cuore del Chianti Classico, in una cornice di rara bellezza. Tra San Casciano e Mercatale si trova infatti l’agriturismo Castello di Gabbiano, circondato da giardini e dotato di una piscina panoramica. L’agriturismo dispone di camere ed appartamenti e di un ristorante dove lo chef propone piatti tipici locali ed è a vostra disposizione per lezioni di cucina private. Sarà l’occasione per gustare gli ottimi vini che qui si producono, nelle antiche cantine del castello.
Anche la Villa I Barronci regala viste mozzafiato sulla campagna del Chianti. E’ una raffinata residenza in stile toscano, con un ampio giardino e una piscina panoramica con idromassaggio, che si trova a San Casciano. Troverete a disposizione la zona benessere con i trattamenti e i massaggi, il ristorante e le biciclette gratuite per le passeggiate negli uliveti e nei vigneti circostanti.

 

 

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