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29 ottobre 2011 6 29 /10 /ottobre /2011 18:12

“...Sin da quando ero molto piccola, da quando ho memoria, ho percepito che il mondo è magico, che esistono due realtà: una palpabile, visibile, quotidiana, solare, e un'altra che è la realtà della notte, dei segreti, delle ombre, delle passioni incontrollabili, una realtà lunare...”. Si presenta così Isabel Allende in un’intervista.

Ed anche in “Eva Luna racconta” pubblicato nel 1990, il suo mondo a tratti magico e colorato, a tratti terribilmente reale, esce fuori dalle pagine con prepotenza, avviluppando il lettore con il carico e la potenza della storia, delle tradizioni popolari, della magia nera, dell’erotismo, sullo sfondo di un paese, il Cile, oppresso dalla dittatura.
 Ventitré racconti che narrano le vite parallele di personaggi che finiscono con l’incrociarsi e che richiamano le Mille e una notte arabe, ovviamente in salsa latino-americana.

L’io narrante è Eva Luna, la protagonista del precedente romanzo della Allende, la bambina dai capelli rossi con il dono del racconto, nata da uno strano incontro tra un indiano dagli occhi gialli morso da un serpente e Consuelo, una trovatella cresciuta in una piccola oasi di missionari.
Tra le tante novelle, colpisce quello della venditrice di parole (palabras), che col suo tavolino nella piazza del mercato vende una mercanzia inusuale ma preziosa. C'è chi va da lei per una parola di conforto, chi per farsi scrivere una lettera al figlio lontano, chi per una lettera d'amore. Un giorno questa ragazza viene rapita da un pericoloso bandito. Sarà la sua arte a salvarle la vita.
Ma sono intriganti anche le altre storie, come quella di Elena, la bimba perversa che s’innamora dell’amante della madre, e quelle di Belisa Crepuscolario, Clarisa, Bocca di rospo, Walimai.

Un libro piacevole, che si legge d’un fiato ed emoziona, commuove, fa palpitare e partecipare alle vicende raccontate.

-----L’incipit del libro-----
"Ti toglievi la fascia dalla vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un angolo l'ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti stringeva i capelli in una coda. Avevi la pelle d'oca e ridevi. Eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell'odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue vie, le mie mani sulla tua vita protesa e le tue impazienti. Sfuggivi, mi percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi con le tue gambe invincibili, mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie. Nell'attimo estremo avevamo un bagliore di completa solitudine, ciascuno perduto nel proprio abisso rovente, ma subito risorgevamo al di là del fuoco per scoprirci abbracciati nel disordine dei guanciali, sotto la zanzariera bianca. Ti scostavo i capelli per guardarti negli occhi. Talvolta ti sedevi accanto a me con le gambe raccolte e il tuo scialle di seta su una spalla, nel silenzio della notte che iniziava appena. Così ti ricordo, in quiete".

-----La quarta di copertina-----
“Raccontami una storia” dice Rolf Carlé.
“Che storia vuoi?”
“Raccontami una storia che tu non abbia mai raccontato a nessuno”.
La coppia riposa dopo l'amore, ed Eva Luna comincia a narrare, come Sheherazade ne “Le mille e una notte” ventitré racconti memorabili, storie di passione e di violenza in cui corre un filo sottile e misterioso. Dopo la maestosa lentezza, che abbiamo conosciuto nei romanzi di Isabel Allende, ecco l'insorgere di un'imprevedibile e felice rapidità. Come se l'autrice avesse troppe storie da raccontare, troppi romanzi da scrivere, troppi personaggi da animare a chiedesse soccorso a un suo personaggio, Eva Luna, anche lei narratrice, e narratrice che ha il dono di suscitare la commozione del lettore".

-----La biografia dell’autrice-----
Isabel Allende è nata a Lima nel 1942, ma le sue radici sono in Cile, dove ha vissuto fino al 1973, lavorando come giornalista a Santiago per la televisione. È figlia di Tomás Allende, cugino del presidente Salvador Allende.
Nel 1962 Isabel sposa Miguel Frías, da cui avrà Paula e Nicolás. Dopo il golpe di Pinochet, che rovescia il governo di Allende è costretta all'esilio negli Stati Uniti. Quando riceve la notizia della morte a 99 anni di suo nonno, nel 1981, inizia a scrivergli una lettera che diventerà poi il manoscritto di "La casa degli spiriti", che pubblica nel 1982.
Successivamente pubblica "Eva Luna" (1987) e "Eva Luna racconta" (1990). Nel 1990, con il ritorno della democrazia in Cile, ritorna a Santiago e riceve il premio Gabriela Mistral.Nel 1991 sua figlia Paula soffre un attacco di Porphyria e rimane in coma. L'autobiografico "Paula" (1994) è dedicato alla prematura morte della figlia.
Seguono "D'amore e ombra" (1984) e "Il piano infinito" (1992) in cui per la prima volta la Allende ambienta una sua storia fuori dal continente andino. Nel 1993, il film "La casa degli spiriti" è presentato a Monaco di Baviera prodotto da Bernd Eichinger, diretto da Billie August e la partecipazione di Winona Ryder, Vanessa Redgrave, Meryl Streep, Glen Close, Jeremy Irons e Antonio Banderas.
Qualche anno dopo pubblica "Afrodita" (1998), "La figlia della fortuna" (1999), "Ritratto in seppia" (2001), "La città delle bestie" (2002), "Il mio paese inventato" (2003), "Il regno del drago d’oro" (2003), "La foresta dei pigmei" (2004), "Zorro", "L’inizio della leggenda" (2005), "Inés dell’anima mia" (2006).

Edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore (Collana: Universale Economica) il libro consta di 260 pagine e lo si acquista in libreria al prezzo di euro 7,50.

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Published by lisanna - in Libri
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commenti

Tiziana 10/30/2011 16:06


Merita una lettura :-)


Laura 10/29/2011 20:37


Una recensione bellissima per un libro che mi son riproposta di leggere :-)


Stefania 10/29/2011 19:03


Lo sto giusto rileggendo in questi giorni questo libro. Molto bello!


Rosario 10/29/2011 18:53


Anche questo è sconosciuto....


lisanna 10/29/2011 18:56



il giro dei commenti mi sa che è sempre lo stesso... ciao, buon week end